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VI° Edizione, L’elisir d’amore

Open Opera torna sul palco del Teatro Impavidi di Sarzana, affascinante cornice per la mise-en-scène di un Elisir d’Amore su misura per il giovane pubblico. Guidati dalla voce narrante di Bruno Stori, storico conduttore che tirerà le fila della vicenda, gli spettatori entreranno nel magico mondo dell’Opera fatto di orchestra, cantanti lirici, comparse, scenografie, costumi; un’esperienza unica che permetterà a grandi e piccoli di immergersi nell’autentico mondo dell’Opera.
Open Opera offre numerosi spunti per la rielaborazione, lo studio e l’approfondimento, utilissimi per la programmazione didattica curricolare trasversale.

La trama
L’Elisir d’Amore, opera lirica di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani, è un melodramma giocoso in due atti considerato fra i più alti esempi di opera comica ottocentesca. L’azione ha luogo in un villaggio dei paesi baschi alla fine del XVIII secolo

Atto I
Mentre i mietitori riposano all’ombra, la loro fittavola Adina legge in disparte un libro che narra la storia di Tristano e Isotta, non accorgendosi del povero contadino Nemorino che la osserva ed esprime tutto il suo amore per lei, disperandosi per la propria incapacità di conquistarla. Adina legge ad alta voce ai contadini la storia di Tristano che, innamorato della regina Isotta, ricorre a un filtro magico per aiutarlo ad attirare il suo affetto e la sua fedeltà.
Mentre Nemorino sogna di trovare questo magico elisir, arriva al paese il sergente Belcore con lo scopo di arruolare nuove leve. Egli corteggia Adina e le propone di sposarlo, ma la bella risponde di volerci pensare un po’.
Arriva poi il dottor Dulcamara, un truffatore che si spaccia per medico di grande fama e sfoggia alla gente i propri portentosi preparati. Nemorino speranzoso gli si rivolge per chiedere un elisir che faccia innamorare Adina, così il ciarlatano gli offre per uno zecchino un elisir, in realtà una bottiglia di vino bordeaux, spiegando che l’effetto si farà sentire dopo un giorno, ovvero quando egli sarà ormai lontano da quel villaggio. Nemorino beve l’elisir e si ubriaca: ciò lo fa diventare disinvolto quel tanto che basta per mostrarsi indifferente nei confronti di Adina, che subito prova un certo fastidio, abituata com’è a sentirsi desiderata.
Adina, per vendicarsi di Nemorino, accetta di sposare Belcore, ma il sergente è in procinto di partire e decide quindi di fissare le nozze per il giorno stesso. Nemorino cerca di convincere Adina ad attendere fino al giorno successivo, convinto dell’efficacia dell’elisir, ma Adina se ne va con Belcore.

Atto II
Fervono i preparativi per le nozze e, quando giunge il notaio, Adina dice di voler aspettare la sera perché vuole sposarsi in presenza di Nemorino, per punirlo della sua indifferenza. Nemorino vorrebbe comprare un’altra bottiglia di elisir ma non ha più denaro e decide così di arruolarsi tra i soldati di Belcore che, da parte sua, è ben felice di veder allontanarsi il suo rivale.
Nel frattempo arriva Giannetta che porta una sorprendente notizia: Nemorino ha ottenuto una grande eredità da uno zio deceduto da poco. La novità arriva al villaggio, ma non alle orecchie dei protagonisti e fa sì che le ragazze del paese corteggino Nemorino che, ignaro della notizia, pensa sia l’effetto dell’elisir.
Dulcamara, perplesso dall’accaduto, racconta alla gelosa Adina di aver venduto a Nemorino l’elisir e lei capisce di essere da lui amata. Nemorino gioisce quando si accorge di una lacrima negli occhi di Adina, che gli rivela il reciproco amore della ragazza lo ama, così Adina riacquista il contratto di arruolamento di Nemorino e glielo consegna, chiedendogli di restare nel paese. Nemorino però è deluso, vorrebbe una dichiarazione d’amore che non arriva e allora dice di volersene andare: solo allora Adina cede e dichiara di amarlo. Belcore conclude che in un altro paese troverà qualche altra ragazza da corteggiare e Dulcamara se ne va trionfante per il successo del suo elisir.